
Come si può conciliare la creazione di un personaggio con la didattica di tutti i giorni?
Ecco il mio lavoro…fase per fase.
Fase 1: bambini cercate un qualsiasi personaggio che vi piace (giochi, favole, film, cartoni animati) e caricatemi l’immagine sulla classroom.
Fase2: la prossima settimana riprodurremo il personaggio a scuola fisicamente, ma NON dovete assolutamente comprare nulla. Uno straccio più diventare qualsiasi cosa se pensato in modo creativo.
Fase3: Riproduciamo fedelmente l’immagine del personaggio con costumi e oggetti che avete creato.
Fase4: Ora, guidati dalle mie indicazioni proviamo a creare il personaggio che non necessariamente sarà, alla fine, quello da cui siete partiti.
Fase5: Descriviamo fisicamente il personaggio e rappresentiamolo
Fase6: Ora rappresentatelo con il corpo.
Fase7: Adesso presentatevi in 30 secondi ai vostri compagni. Non siete più voi ma il personaggio.
Fase8: Lavoriamo sulle caratteristiche personali del personaggio seguendo le mie indicazioni.
Fase9: Rappresentiamole sul foglio e rappresentiamole nel corpo; ne rappresentiamo anche l’andatura, il respiro, il volto e man mano ogni singolo dettaglio.
Fase10: Ora presentati in modo completo ai tuoi compagni. Hai 30 secondi.
Fase11: Ora prova a descriverti in inglese.
Esistono molte altre fasi in questo percorso, ma per ora fermiamoci a questo primo approccio alla descrizione. È il lavoro che stiamo portando avanti con i bambini di classe quarta. Raccontarlo a parole non è semplice e può persino risultare riduttivo.
Ci si potrebbe chiedere perché dedicare così tanto tempo a un’attività quando sarebbe più immediato fornire uno schema con le caratteristiche dei personaggi per scrivere un testo. La risposta è semplice, ma racchiude un significato profondo: portare il testo, l’idea e, in questo caso, la descrizione nel corpo rende i bambini più consapevoli di ciò che stanno facendo.
L’astrazione è complessa da gestire, mentre il concreto è molto più accessibile soprattutto alla loro età. Impariamo davvero a metterci nei panni di qualcun altro quando lo facciamo in modo tangibile. È proprio in questo processo che i bambini, oltre a imparare a descrivere e a conoscere qualcuno diverso da sé, iniziano a individuare un “personaggio-specchio” e a esplorare il tema dell’alterità.
Questa rappresenta solo la fase embrionale di un percorso lungo e stimolante, che si sviluppa attraverso esperienze coinvolgenti di conoscenza di sé e dell’altro, favorendo lo sviluppo dell’empatia, della fiducia e dell’autostima.
Perché parlo di autostima? Perché, come mi capita, ormai da anni, quando intraprendiamo questi percorsi sono i bambini più fragili ad emergere, quelli che utilizzano strategie diverse per apprendere ed è proprio lì, in quel lavoro, apparentemente banale, che fioriscono e sbocciano. Vogliamo poi parlare delle idee fantastiche che i bambini portano per ricreare i loro personaggi: oggetti creati appositamente, alcuni cuciti da loro stessi, altri ricercati: mi sono capitate anche calze della mamma tagliate per creare il costume!😅 perdonatemi genitori! Qualcuno ha raccolto ramoscelli per ricreare il personaggio di un albero letto in un testo di italiano: fantastici!
E’ un lavoro lungo e nemmeno semplice da gestire? Sì, verissimo ma in fondo è questo il compito del docente/educatore. Tutti i processi sono lunghi, ma se fatti con consapevolezza e competenza rendono i loro frutti e non solo ai bambini o al partecipante al laboratorio, anche ai docenti. Resta fermo il punto che, sottolineato più volte anche in altri articoli, la gestione deve essere fatta con competenza e consapevolezza di quello che si sta facendo.
E’ un lavoro che si deve fare in team? Certamente, come tutto! Se in italiano la mia collega sta trattando alcune forme letterarie, è ancora più importante questo legame e rafforzamento tra il lavoro teatrale e il lavoro in classe; lo stesso si può ricondurre anche in lingua inglese. Se il team crede nei percorsi che si scelgono di affrontare allora i risultati, prima o poi, arrivano senza bisogno di spettacolarizzazione perché non è questo che si sta cercando.
Anche se alla fine proporremo uno spettacolo, lo scopo principale non è arrivare ad un prodotto, ma creare qualcosa insieme, attraversando un percorso consapevole e costruttivo che ripercorre tutte le discipline, senza tralasciare la cosa più importante: lo sviluppo dell’individuo.
Se volete saperne di più, a breve partirà un altro workshop di formazione con AEFT. Stay Tuned 🎭
Elisa, 29 gennaio 2026






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