Teatro a scuola…come?

Eccomi a scrivere due parole per quanto riguarda l’utilizzo del teatro a scuola.

Quando parliamo di teatro educativo e/o teatro curricolare, non intendiamo un teatro che porti solo alla “recitina” di fine anno, ma un percorso lungo e conoscitivo di chi ne partecipa.

Partiamo dal principio: perché teatro a scuola?

Oggi spesso si sente dire “dovrebbero fare teatro a scuola per imparare l’arte di mettersi nei panni degli altri”. ALT! In questa frase c’è già un lungo processo che non può essere svolto solo dal “fatto che mettiamo in scena uno spettacolo”, in cui, letteralmente, mettiamo dei panni che non ci appartengono.

Il percorso è lungo e, per quanto mi riguarda, dura 5 anni ed è solo un piccolo assaggio. Il mio percorso parte in classe prima, ma prevede una serie di training di diverso tipo che portano, forse, alla realizzazione di uno spettacolo finale, ma in classe quinta, dove il testo diventa comunque un pre-testo per lavorare su se stessi e su attività curricolari. Questo percorso attiva molteplici funzioni: funzioni sociali, sviluppo personale (in cui possiamo far rientrare diverse Life skills: empatia, autostima, relazione, conoscenza di sé, ecc…), sviluppo creativo, senza tralasciare comunque la parte artistica del teatro: non la si sottovaluta, ma la si piega alle proprie esigenze. Tutto ciò è supportato da tantissimi pedagogisti, autori teatrali e psicologi. Il teatro educativo è ben tracciato in altri paesi europei: il Theater in Education (TIE) è ben sviluppato e delineato fin dagli anni ’60 in Inghilterra. Perché in Italia non siamo ancora allineati con un vero percorso educativo teatrale all’interno delle scuole? Parliamo tutti di empatia mancante, abbiamo le linee per poter sviluppare questo processo e ci dobbiamo ridurre a piccoli spazi legati a progetti che spesso non danno il giusto tempo alle cose o che vogliono semplicemente il prodotto. Il prodotto arriva, ma con i giusti tempi. Un progetto non è valido solo se produce qualcosa o mette in competizione, un progetto è valido se porta ad un percorso, forse ad un cambiamento, ma sicuramente alla conoscenza e sviluppo dell’individuo.

La riflessione finale però, ed è la base di questo lavoro, ci deve portare alla consapevolezza che è fondamentale avere delle persone formate. Non ci si improvvisa formatori/educatori teatrali, si deve prima lavorare, studiare e arrivare a delle conoscenze ben precise, altrimenti riduciamo al mero spettacolino di fine anno qualcosa che potrebbe avere un potenziale molto più grande.

E’ possibile lavorare su tutte le materie con il teatro? Certo! Affrontare le materie con le tecniche di training teatrale è possibile, basta volerlo, avere dei docenti di team collaboranti e che credono nello sviluppo di questo percorso: anche la matematica!

Rimando per approfondimenti al mio articolo sul teatro curricolare sul sito INDIRE: link al progetto

Se volete condividere pensieri e parole su questo argomento vi invito a commentare direttamente l’articolo e/o scrivermi: elisa.bernasconi1982@gmail.com

La formazione con AEFT che sto conducendo su Teatro e Didattica Interdisciplinare è già partita, ma un nuovo corso partirà a fine marzo. Se sei interessato/a a capire come lavorare sulle materie utilizzando tecniche teatrali, rimani aggiornato/a sui miei canali social o sul sito AEFT (Accademia Europea Formatori Teatrali). Stay Tuned.

Elisa, 18 gennaio 2026

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