
Quando inizi un corso di teatro spesso ti chiedi se è meglio un testo edito o un testo inedito, credo sia normale per chi crea un laboratorio che abbia come fine l’educazione alla teatralità e non solo la performance finale.
Analizzando le situazioni potremmo dire che mettere in scena uno spettacolo edito è sicuramente più accattivante e più “facile” rispetto ad uno di nuova scrittura. Quasi sicuramente hai un pubblico maggiore se in cartellone si mette Grease o uno spettacolo di Pirandello, Eduardo De Filippo, autori ai quali sicuramente bisogna inchinarsi.
Ma la domanda è….è veramente questo che dobbiamo continuare a fare? Se volessi vedere uno spettacolo edito andrei a vedere le compagnie professioniste che come fine hanno l’arte performativa per cui sarei sicura di vedere almeno al 90% uno spettacolo fatto bene.
Credo che i ragazzi, ma anche gli adulti, oggi abbiano bisogno di creare e fare cose nuove, hanno bisogno di un linguaggio più vicino al loro, di tematiche più inerenti alla loro realtà. Perché continuare con testi/spettacoli che sono già in scena con compagnie professioniste quando anche il paragone, inevitabile, sarebbe senza pietà? Perché nei concorsi di compagnie amatoriali non si crea una sezione di spettacoli inediti? Ritengo che anche gli autori di questo secolo abbiano cose interessanti da dirci, non solo i sempre soliti autori ormai visti, rivisti, fatti e rifatti.
Da regista/artista ritengo che sia anche molto più interessante poter creare qualcosa di veramente tuo, di originale che non sia lo stampino o la copia di qualcosa o qualcuno che già ha fatto. Perché non possiamo osare?
Io oso e continuerò a farlo finché la fantasia e l’ispirazione ci saranno poi…vedremo nel futuro. Certo è che se siete intenzionati a fare un corso con me scordatevi il testo integrale di Grease, Mamma mia ecc ecc.
Sicuramente optare per un testo tuo, personale è un rischio sempre in agguato, è facile alla critica, è come mettersi senza pelle a ricevere un giudizio ma…quanto è più appagante poi vedere il proprio lavoro apprezzato? Non ha prezzo!
Potremmo anche azzardare un paragone con la musica. Quanto è più facile suonare in una cover band di Vasco, Ligabue ecc….e quanto invece è più difficile portare la propria musica e la propria arte anche se molto apprezzata dalla critica?
E’ sempre comodo fare la copia degli altri ma credo, e questo come tutto l’articolo è un mio parere, che l’artista si distingua nell’originalità delle cose che fa non dallo stampino della copiatura, a volte terribile, dell’originale.
Ovviamente è un articolo di riflessione personale…aperta a discussioni costruttive.
31 Luglio 2023, Elisa.

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