Non chiamatela Recita!

Incominciamo con il dire che questo articolo vuole essere solo uno spunto di riflessione e non una critica ma vi prego non chiamatela Recita! O meglio, quando dietro ad un laboratorio di Educazione alla Teatralità c’è un lavoro molto più profondo della “semplice” messa in scena, allora smettiamola di chiamarla recita. Soprattutto perché in Italia, a differenza di altri paesi, spesso assume una connotazione semplicistica del laboratorio che viene svolto. In un laboratorio si lavora su tanti aspetti e quello della messa in scena è la parte finale di una serie di training creati per poter esprimere qualcosa di più profondo e con valenza educativa. Non stiamo qui parlando di teatro professionale o d’esibizione ma appunto di Educazione alla Teatralità che prevede aspetti interessanti la crescita o l’approccio alla vita dell’alunno piccolo o grande che sia. Quindi, senza entrare nel merito del laboratorio vero e proprio, capiremo da soli che non si può dare una connotazione semplicistica a qualcosa che viene elaborato dopo parecchie lezioni di laboratorio e che interessa la crescita dell’individuo partecipante. Si può constatare come è molto difficile far capire agli “utenti” che non attiviamo un laboratorio per la semplice realizzazione di qualcosa che non ha una risonanza effettiva nei ragazzi. In tal caso vedremo a quel punto delle persone che ripetono delle frasi a memoria senza avere una collocazione, un’idea, una creazione dietro a quello “stare in quella posizione” in quel momento e dire quella determinata battuta in quel modo. Si aprirebbe un discorso molto vasto ma questa non è la sede. Questa riflessione nasce semplicemente perché spesso capita di dover combattere contro la ” mercificazione dell’arte” che vuole tutto e subito. L’arte richiede tempo non velocità. Concludo dicendo che dietro ad un laboratorio di Educazione alla Teatralità c’è un lavoro di ricerca molto ampio che non si esaurisce con uno SPETTACOLO ma che continua, continua e continua…e smettiamola di chiamarla Recita. A meno che non lo sia effettivamente.

12 maggio 2023, Elisa

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